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Giu 16

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Perché siamo a Roma il 17 giugno davanti al TAR del Lazio.

Locandina2Il Coordinamento Nazionale NoImu sulle terre chiama il 17 giugno 2015 alla mobilitazione in occasione della seduta in cui il TAR del Lazio sarà chiamato a esprimersi sulla legittimità del provvedimento assunto dal Governo e ratificato dal Parlamento in ordine all’IMU agricola.

Oltre 400 ricorsi sono stati presentati da Comuni di quasi tutte le regioni, sostenuti da ANCI Regionali, Regioni e diverse associazioni.

Del resto grande è l’opposizione che il provvedimento ha suscitato fra le comunità rurali: oltre 4500 comuni chiamati a incassare una tassa per molti versi inesigibile, per cui il Governo ha già sottratto in anticipo 350 milioni di euro ai comuni che sono costretti a tagliare la spesa sociale e/o al dissesto finanziario ed al default.

Un disastro sociale che pesa come un macigno sulle nostre aree rurali e colpisce, prima che le aziende agricole, tutti i proprietari di terreni, i cittadini coinvolti nel default e nei tagli alla spesa e gli amministratori che si vedono sottrarre somme decisive per il mantenimento di un minimo di standard accettabile nella gestione amministrativa.

Diversi i motivi di illegittimità e incostituzionalità rappresentati dai ricorrenti che, siamo convinti, se saranno esaminati con distacco e serenità non potranno che portare ad una bocciatura del provvedimento o, comunque, all’invio per l’esame della Corte Costituzionale.

Abbiamo usato il condizionale perché, in realtà, pensiamo al rischio della pressione politica nei confronti dell’operato dei giudici. Non stiamo parlando di cose illegali ma della pressione che la politica da tempo sta usando con argomenti del tipo: “se salta il provvedimento, allora (mancando 350 milioni di euro dal bilancio dello stato) salta il tetto del 3% di disavanzo statale sul PIL previsto dal Patto di Stabilità e, nei confronti dell’Italia, l’UE potrebbe aprire una procedura di infrazione. Argomento, questo, già usato dall’Avvocato dello Stato nell’udienza del TAR di febbraio scorso, allorquando i giudici (pur avendo tutti gli elementi per poter decidere) aggiornarono l’udienza ad una data “politicamente meno problematica per il Governo e i conti dello Stato”: il 17 giugno appunto, il giorno dopo, del resto, della scadenza della rata di acconto dell’IMU agricola per il 2015.

In realtà la politica dovrebbe ben sapere che, prima o poi, potrebbe essere chiamata a  rendere conto degli errori che commette in danno dei cittadini (come è appena accaduto con la Legge Fornero dichiarata incostituzionale nonostante tutta l’arroganza di chi ne ha difeso la legittimità fino all’ultimo).

Noi, che abbiamo sempre pensato che ogni volta che un problema sociale e politico finisce in tribunale è comunque una sconfitta e che abbiamo sempre considerato il quadro legislativo non certo favorevole alla tutela dei diritti di chi subisce soprusi politici, percorreremo comunque fino in fondo tutte le vie legali e istituzionali perchè sia riconosciuto il buon diritto contro lo scempio della democrazia e l’ingiustizia operati dalla norma sull’IMU agricola. Lo faremo mentre conduciamo l’iniziativa sindacale e sociale alla ricerca delle risposte della politica ma percorrendo ogni livello di istanza legale e amministrativa. Dunque la politica non dorma sonni tranquilli: se non dovessero avere soddisfazione i sindaci di fronte al TAR, lo faranno in massa i cittadini e le aziende agricole appena arriveranno le cartelle e, comunque, nel frattempo sapremo usare la tecnica e la giurisprudenza nelle diverse sedi legali. Prima o poi, ne siamo convinti, il Legislatore e il Governo non potranno che vedere sanzionate le proprie scelte irresponsabili.

Noi, per intanto, chiediamo rispetto per il lavoro dei giudici amministrativi e, soprattutto, chiediamo alla politica di dismettere le pressioni ambientali nelle forme dei ricatti politici nei confronti di chi deve giudicare le norme. Per questo siamo il 17 giugno di fronte al TAR del Lazio: non contro i giudici ma per tutelarne la serenità di giudizio che è fondamento e base della democrazia.

Ognuno faccia il proprio lavoro: alla politica il compito di fare (bene) leggi eque che funzionano, ai magistrati il compito di giudicarne il profilo della legittimità ed ai cittadini quello di resistere, opporsi, proporre e pretendere soluzioni eque quando le leggi, come in questo caso, sono lesive dei diritti e punitive (dunque senza criteri di proporzionalità, sostenibilità ed equità) per le comunità, le aziende e i Comuni.

Per questo il 17 saremo in presidio: per dire “Giù le mani dalla democrazia e dalla giustizia” ma, anche, per rilanciare le nostre proposte e la campagna di mobilitazione che, in realtà e comunque, partirà proprio il 17 di giugno e si fermerà solo fino al raggiungimento dell’obiettivo: il ritiro di una norma iniqua e incostituzionale e il rilancio delle iniziative a tutela delle comunità rurali, di chi vi vive e lavora.

Gianni Fabbris
portavoce del Coordinamento Nazionale NoImu
coordinatore di Altragricoltura e Movimento Riscatto

 

 

 

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2 comments

  1. gaetano

    sono d’accordo con voi siamo un gruppo di agricoltori della sicilia di santa caterina villarmosa,ci stiamo attivando con raccolta di firme a fare deliberare al sindaco una aliquota bassa del due per mille.in questo momento abbiamo sospeso tutti i pagamenti,il settore agricolo e zootecnico è in ginocchio.

  2. Alfonso D'Alessandro

    LA TERRA NON SI TASSA
    #IMU AGRICOLA
    #riscatto
    https://t.co/Q31CtIOpbK https://t.co/fFVnWXHMQ1

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