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Dic 21

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Imu agricola. Il ricorso arriva alla consulta. Soddisfazione del Movimento

Sarà la Corte Costituzionale a esprimersi sulla legittimità dell’Imu agricola. È la decisione del Tar del Lazio, che ha accolto il ricorso presentato da diversi Comuni e da sempre sostenuto dal movimento Riscatto che contesta l’applicazione dell’Imposta municipale unica anche per i terreni destinati alla produzione e fa una differenza tra terreni e terreni.
Fin dalla sua origine, infatti, oltre un anno fa, ci siamo battuti contro l’iniquità di questa tassa e alla classificazione delle aree soggette al pagamento. La norma, infatti, non dà una classificazione precisa e rinvia a una valutazione dell’Istat. Una distinzione che l’Istituto di statistica ha fatto tra zone montane, parzialmente montane e pianeggianti, le quali prevedono aliquote diverse tra loro. Abbiamo inoltre rilevato il sussistere di una procedura incostituzionale in quanto la Costituzione, stabilisce che nessuna prestazione personale o patrimoniale può essere imposta se non in base alla legge. Per questo motivo i giudici amministrativi hanno rinviato ogni decisione alla Consulta, ordinando «l’immediata trasmissione degli atti ai presidenti del Consiglio dei ministri, della Camera e del Senato – sottolinea il sindaco – perché se la Corte costituzionale si pronunciasse a nostro favore, ci sarebbe un problema per le casse dello Stato».
Il Governo, inoltre, ha fatto parzialmente marcia indietro per il futuro allargando dal 2016 la platea degli esonerati dal pagamento (non basta, la tassa va abolita perchè ingiusta e incostituzionale e va aperto un tavolo serio di confronto e discussione su un provvedimento equo che garantisca le comunità rurali ed il lavoro)
Il T.A.R. del Lazio, inviando il provvedimento alla Corte Costituzionale per evidenti ragioni di incostituzionalità cosa che noi lo abbiamo sempre sostenuto, rinnoviamo al Governo la proposta di aprire un tavolo serio per risolvere un pasticcio che si dimostrerebbe pari a quello prodotto per la Legge Fornero; primo atto non potrebbe che essere il risarcire le somme già sottratte per il 2014 e 2015 e sospendere la riscossione dai tanti che non hanno pagato.

Gianni Fabbris, coordinatore del Movimento Riscatto e del Coordinamento Nazionale NoImu sulle terre dichiara: “Ora in tanti vorrebbero intestarsi la vittoria ed il successo ma i cittadini, i sindaci e le aziende sanno bene come stanno le cose e sanno anche che noi andremo avanti fino a risolvere davvero la vertenza perchè, comunque, per noi questi sono solo primi risultati anche se tanto importanti da mettere una pietra tombale su un provvedimento irresponsabile e pasticciato introdotto da questo Governo”.

Il Movimento ribadisce con nuovo vigore le sue richieste:

– Il Governo abolisca davvero l’IMU sulle terre e non solo per alcuni come ha in realtà fatto cominciando da garantire i giovani, i cittadini a basso reddito e i contratti d’affitto.

– Restituisca quanto già sottratto ai comuni ed ai cittadini aprendo un confronto serio confronto su misure che tutelino il lavoro e le comunità rurali che sono consapevoli e disponibili a fare la loro parte alla condizione che i provvedimenti siano equi, sopportabili, ragionevoli e accompagnati ad azioni di salvaguardia e rilancio delle condizioni economiche e di produzione.

Il movimento Riscatto si riunisce, quindi, Martedi 22 dicembre 2015 presso la Sala del Consiglio Provinciale di Matera per annunciare le nuove iniziative che vedranno avviare da gennaio 2016 una nuova campagna con due momenti importanti:
– una larga iniziativa di contenzioso e contrasto delle richieste di pagamento per il 2014 e il 2015 che, alla luce della decisione del TAR del Lazio appaiono come una miope e illegittima gabella su cui il Governo deve immediatamente intervenire
– una nuova fase di mobilitazione per denunciare quanto sia falsa l’annuncio che la tassa sull’IMU agricola sia stata ritirata: in realtà, se possibile, i suoi nuovi effetti saranno dal 2016 ancora più odiosi, perchè colpiranno i giovani agricoltori, i contratti d’affitto di chi usa le terre per produrre (e non certo per fare campi da golf) e le fasce di reddito dei cittadini più poveri.

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1 comment

  1. Raffaele

    Devono abolire l imu anche per gli imprenditori agricoli che pur non essendo iscritti alla INPS svolgono attività agricole sulla propria terra pur se non coltivatori diretti o iap.

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