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Giu 18

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Lotta agli sfratti. Colto da malore finisce al pronto soccorso Fabrizio Licitra.

da Giornale di Sicilia, articolo di Francesca Cabibbo

 

Vittoria

Fabrizio Licitra resiste. È arrivato al sedicesimo giorno di sciopero della fame assumendo solo liquidi ed integratori. Ma ieri ha avuto un cedimento: il suo fisico non ha retto ed è stato necessario l’intervento dell’ambulanza del «118» che lo ha trasportato in ospedale. I medici del pronto soccorso di Vittoria hanno verificato le sue condizioni e lo hanno invitato a smettere: Fabrizio, però, ha deciso di andare avanti. Dopo due flebo e tre ore di permanenza in ospedale è tornato alla serra, montata da quattro mesi in piazza Gramsci. Ha già perso nove chili.

Intanto, la battaglia si apre ad un nuovo capitolo. Lunedì, una delegazione di agricoltori vittoriesi, guidata dal presidente regionale di «Altragricoltura», Maurizio Ciaculli, sarà a Matera per incontrare gli agricoltori lucani che conducono una battaglia analoga in terre dove la crisi ha stretto la sua morsa attorno al comparto agricolo. «Alle 19 – spiega Ciaculli – saremo in collegamento skype da Matera con piazza Gramsci, dove ci saranno i sindaci di Vittoria e di Acate e altri. Speriamo nella presenza del nuovo sindaco di Santa Croce. Grazie alla lotta di questi agricoltori coraggiosi, di Rosetta Piazza e di Fabrizio Licitra, la politica, per la prima volta, sta dando attenzione al problema».

Tra le richieste, quella di modifica della legge del 2012, che modifica il codice di procedura civile per ciò che riguarda le aste giudiziarie. Ciaculli chiede che il prezzo di vendita di un bene all’asta non scenda al di sotto di una soglia stabilita e che non sia lasciato alla discrezionalità del giudice. «Stiamo lavorando ad una proposta di legge in questa direzione – spiegano le parlamentari del Movimento 5 Stelle, Marialucia Lorefice e Vanessa Ferreri – un bene non può esssere venduto ad una somma irrisoria rispetto al suo valore. Il prezzo di vendita non dovrà scendere al di sotto del 50 per cento. Se il giudice si rendesse conto che non sarebbe più possibile venderlo a tale prezzo, avrebbe il potere di estinguere il procedimento esecutivo». I Cinque stelle, insieme ai tre consiglieri vittoriesi lamentano «gli ostruzionismi di fronte proposte di legge, emendamenti, interrogazioni per migliorare le condizioni di lavoro degli agricoltori, risollevare le sorti del comparto agricolo e di tutto il territorio. Il rilancio del comparto deve essere l’unico obiettivo, al di fuori di ogni appartenenza politica».

Un richiamo all’unità e ad un’azione fattiva arriva dal presidente del consiglio comunale, Andrea Nicosia. «Sono certo dell’attenzione della deputazione – scrive Nicosia – ma ritengo occorra celerità. Ci hanno dato la disponibilità per la costituzione di un tavolo tecnico. Occorre un intervento immediato del Governo nazionale sull’articolo 164 bis del Codice di procedura penale. Le proposte di legge, con i loro tempi d’approvazione, non sono sufficienti a scongiurare il disastro. Serve la decretazione d’urgenza. Il sistema attuale non tutela né il creditore esecutante, né il debitore esecutato. I numeri delle procedure in atto in città e in provincia fanno temere effetti sul piano sociale. Occorre correre ai ripari al più presto». In atto, a Vittoria, vi sono pendenti 1260 aste giudiziarie e 800 provvedimenti esecutivi. (*FC*)”

 

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