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Lo Sciopero per la Terra in 10 FAQ

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Dieci domande per capire la proposta

Discutine nella sezione dedicata nel Forum della Sovranità Alimentare
(www.forum.sovranitalimentare.
it)


Cosa è lo sciopero per la Terra?

Come si svolge? Dove trovo i materiali e i documenti?

Quali sono gli obiettivi dello Sciopero per la Terra? Come si definiscono i contenuti?

Chi propone e indice lo Sciopero per la Terra?

Quale è il ruolo dei Comuni? Cosa possono fare?

A chi si rivolge lo Sciopero per la Terra?

Come si aderisce e chi lo può coindire?

Posso proporre iniziative? Come si decidono e coordinano le attività?

Che succederà dopo le giornate dello Sciopero per la Terra?

Come posso contribuire?

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Cosa è lo sciopero per la Terra?

Lo Sciopero per la Terra è un percorso di mobilitazione che si avvia il 22 maggio 2016 e dura fino a tutto il 2016.

Si avvia con una prima intera settimana di mobilitazioni in diverse aree e zone del Paese (fra martedì 24 e martedì  31 maggio 2016) con alcune giornate dedicate ai Comuni Rurali e  iniziative coordinate su un documento comune di convocazione e una piattaforma rivendicativa.

A tema della mobilitazione la denuncia della crisi dell’agricoltura produttiva e del lavoro della terra e la richiesta di un cambiamento profondo di verso sulle scelte politiche e sociali che, mentre si celebra l’Italia del Made in Italy, marginalizzano il lavoro svuotando i territori e mettendo a rischio i diritti, la salute, la sicurezza ambientale e il diritto al cibo.

Uscire dalla crisi dell’agricoltura, del territorio e delle comunità rurali e del diritto al cibo sano e garantito per i cittadini non è questione tecnica ma di scelte sociali e politiche di cui il Paese non può più fare a meno.

La proposta dello Sciopero per la Terra nasce durante le mobilitazioni degli ultimi quindici mesi (fra il gennaio 2015 e il maggio 2016) che si sono tenute in Italia Meridionale prima contro l’IMU agricola poi contro l’aumento dei costi produttivi, il crollo dei prezzi e dei redditi agrari ed, in particolare, assume una piattaforma generale di proposte: la proposta è stata avanzata in Sicilia, in Puglia e in Basilicata durante le mobilitazioni tenute nel mese di Marzo 2016 e prodotta dal confronto fra comitati, associazioni, movimenti e sindaci di diversi comuni agrari e rurali di queste regioni e di altre.

Due i tratti distintivi di queste mobilitazioni: il metodo della partecipazione e dell’inclusione assunto come base dell’incontro fra istituzioni di territorio e i soggetti sociali attivi (il Comune è, per noi, il luogo dell’incontro delle comunità) e l’azione costante fra produzione delle proposte e mobilitazione contro la crisi che sta motivando e sviluppando nuovo protagonismo e identità sociale.

Al fondo dello Sciopero per la Terra c’è l’idea che dalla crisi rurale non si esce con delle trovate tecniche da lasciare allo specialismo di esperti piuttosto che di questa o quella Organizzazione ma solo se le scelte sull’agricoltura (la produzione del cibo ma anche il suo consumo) diventano una grande questione sociale che coinvolga il Paese.

Il modo come si produce, si distribuisce e si consuma il cibo riguarda la tenuta sociale del Paese, il profilo della sua identità e la qualità della sua democrazia. Lo Sciopero per la Terra si iscrive nel percorso di coinvolgimento sociale che i movimenti contadini e degli agricoltori contro la crisi stanno sviluppando nel Paese.

Lo Sciopero per la Terra è stato proposto a Vittoria in un incontro fra il Movimento Riscatto e i sindaci siciliani, lucani, pugliesi e campani, preparato da due giornate interregionali (il 14 marzo e il 27 aprile) che hanno coinvolto migliaia di persone e molti Comuni meridionali e definito, dopo diversi incontri, nell’incontro
nazionale della Rete dei Municipi Rurali tenuto a Gravina in Puglia il 22 aprile scorso, quando ne è stata definita la data e prodotto l’appello alla partecipazione.

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Come e dove si svolge? Dove trovo i materiali e i documenti?

La prima settimana di mobilitazione si svolge con iniziative in diverse aree e regioni fra i giorni 24 e 31 maggio 2016, con alcune giornate centrali  che investono i Comuni e gli assessorati all’agricoltura.

Le iniziative sono fondamentalmente di quattro tipi:
– presidi e manifestazioni presso le Giunte Regionali e gli Assessorati all’Agricoltura (previsti fin’ora Lazio, Campania, Puglia, Basilicata, Sicilia e Sardegna) con la presenza di sindaci associazioni e agricoltori per consegnare il documento e la piattaforma rivendicativa con le richieste alle regioni (gli appuntamenti nella pagina dedicata del sito www.riscatto.info)

– iniziative dei Comuni aderenti che in quei giorni adottano la delibera unitaria predisposta di sostegno e partecipazione da inviare al Governo Nazionale, al Parlamento ed alle Regioni.

– diverse iniziative diffuse proposte dalle Associazioni e Organizzazioni, Movimenti aderenti (volantinaggi, incontri, mercatini, azioni di sensibilizzazione, mobilitazioni, assemblee, presidi,ecc..)

– l’avvio di una petizione nazionale di sostegno alle richieste ed alle proposte contenute nella piattaforma rivendicativa da firmare online e su moduli presso i comuni e nelle iniziative che saranno predisposte nei prossimi mesi.

Tutti i materiali, i documenti e gli strumenti per la discussione e la condivisione nel sito www.riscatto.info
I contatti alla mail
scioperoperlaterra@riscatto.info

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Quali sono gli obiettivi dello Sciopero per la Terra? Come si definiscono i contenuti?

Tre soprattutto:

  • quello di denunciare la profondità e la natura vera della crisi delle aree rurali e del diritto al cibo per tutti i cittadini che corre il rischio di essere nascosta da una lettura demagogica del Made in Italy e da una comunicazione poco attenta
  • quello di dare vita ad una alleanza fra attori istituzionali e soggetti sociali per uscire dalla crisi rurale ed alimentare assumendo la Sovranità Alimentare come prospettiva del cambiamento
  • quello di aprire con il Governo Nazionale, il Parlamento e le Regioni il confronto sulle proposte avanzate dal movimento di sindaci, associazioni, movimenti, cittadini e agricoltori.

Le proposte sono raccolte in un documento aperto che viene aggiornato e definito sulla base di un forum di discussione alimentato in incontri ed in un un piattaforma web che costituisco il Documento per “Cambiare verso“.

Le proposte definite per la prima settimana di mobilitazione (raccolte in una petizione popolare) sono contenute nel documento di convocazione della mobilitazione pubblicato nel sito web www.riscatto.info e inviate ai referenti istituzionali e che possono essere cosi riassunte:

– la richiesta di misure immediate e di un piano strategico per intervenire sull’indebitamento del comparto produttivo e scongiurare la chiusura di un’ampia parte del nostro tessuto diaziende agro zootecniche;

– la richiesta di regole sul commercio che tutelino il lavoro, la produzzione e la salute e diritto al cibo dei cittadini e lìapplicazione immecdiata delle clausole di salvaguardia già previste nei trattati commerciali per tutelare le nostre aziende dal dumping commerciale;

– la richiesta di un intervento forte sulla spesa pubblica regionale e nazionale per contrastare gli sprechi, la cattiva gestione e finalizzare gli aiuti al lavoro, al prezzo e la sicurezza alimentare per i cittadini, alla tutela ambientale del territorio rurale e non alla speculazione finanziaria, all’enorme apparato burocratico ed al
trust commerciale

– la richiesta di convocare una Conferenza Agraria Nazionale con il coinvolgimento ampi di tutti gli attori sociali per rimettere mano agli obiettivi delle scelte di politica agricola prendendo atto del fallimento degli ultimi trenta anni che ci consegnano un quadro in cui l’Italia è sempre meno il luogo della produzione del cibo e cura della terra e sempre più una piattaforma commerciale con il in Italy in mano alla speculazione finanziaria.

Come si definiscono i contenuti?

Il documento “Per Cambiare Verso” è un documento aperto e in costruzione che definisce i suoi contenuti sulla base di un confronto in incontri e in un Forum che si tiene su una piattaforma web.
Nelle pagine dedicate del Forum sulla Sovranità Alimentare (www.forum.sovranitalimentare.it) si sviluppa la discussione pubblica sui contenuti e le proposte sulla base di un documento che viene conseguentemente aggiornato e pubblicato alla pagina www.riscatto.info/sciopero-per-la-terra/documento.

Nella pagina le regole per la discussione e il confronto

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Chi propone e indice lo Sciopero per la Terra?

Due sono i Soggetti proponenti dello Sciopero per la Terra:
– il Movimento Riscatto sorto da circa quindici mesi nelle iniziative contro la crisi rurale fra la Puglia e la Basilicata e che oggi aggrega e associa molti agricoltori, allevatori, associazioni e cittadini www.riscatto.info

– la Rete dei Municipi Rurali, costituita fra Sindaci, uomini e donne delle istituzioni, movimenti, associazioni, aziende e cittadini (www.municipirurali.it)

Lo Sciopero per la Terra, però, è indetto e convocato e sostenuto da tutti i soggetti sociali che aderiscono specificando di voler essere “convocanti”; lo Sciopero per la Terra è indetto da tutti i soggetti convocanti. I Partiti e le formazioni che presentano liste elettorali non possono essere fra i convocanti ma possono sostenere lo Sciopero per la Terra.

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Quale è il ruolo dei Comuni? Come possono intervenire?

Consideriamo i Comuni come il luogo di incontro e gestione delle Comunità, il luogo naturale di incontro fra le sue diverse componenti sociali e istituzionali.

La Rete dei Municipi Rurali è nata per favorire l’incontro fra i soggetti sociali attivi, le persone e chi amministra e gestisce le Comunità e dare vita ad uno spazio di partecipazione e iniziativa comune.

Uno degli obiettivi dello Sciopero per la Terra è quello di di facilitare questo processo promuovendo pratiche e iniziative per la fuoriuscita dalla crisi e proponendo la partecipazione e la costruzione di un vasta e collegata rete.

I Comuni Rurali devono aprire le porte alla partecipazione e offrirsi come spazi sociali di riorganizzazione dal basso dei cittadini, sostenendone i percorsi, le pratiche positive, i progetti e contribuendo ad elaborare proposte e a facilitarne la interlocuzione con le classi dirigenti nazionali e regionali.

Ai Comuni italiani è proposta dalla Rete dei Municipi Rurali (http://municipirurali.it) l’adesione allo Sciopero per la Terra e la loro partecipazione attiva alle iniziative ed alla costruzione di una rete nazionale di pratiche, proposte e progetti per sostenere le Comunità nella fuoriuscita dalla crisi rurale
I Comuni possono aderire con delibera allo Sciopero per la Terra e partecipare alla Rete Nazionale e territoriale costituita, sostenere la petizione al Governo, Parlamento e Regioni, promuovere i temi e i contenuti favorendo e facilitando l’incontro dei cittadini e le iniziative poste in agenda, contribuendo con atti istituzionali (delibere, consigli comunali tematici e/o aperti), partecipando agli incontri con Governo, Regioni e Parlamento, collegandosi alla rete delle pratiche/progetti/proposte fra comuni aderenti, mettendo in campo
ogni altra proposta e iniziativa per promuovere la mobilitazione
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A chi si rivolge lo Sciopero per la Terra?

Nello spirito di contribuire allo sforzo di far uscire la crisi agricola dallo stretto ambito specialistico e tecnicistico in cui è relegata per porla come grande questione sociale che riguarda gli interessi di tutti i cittadini e la qualità della democrazia del Paese, obiettivo dello Sciopero è allargare il più possibile la partecipazione e la condivisione degli obiettivi a gli uomini e le donne che ne condividono la proposta e lo spirito ed alle organizzazioni sociali democratiche, reti di impresa o singoli imprenditori, lavoratori e loro organizzazioni, associazioni dei consumatori e dei cittadini, istituzioni di territorio o di base, comunità religiose e laiche, uomini e donne della cultura, dell’arte e dell’informazione, docenti e studenti.

L’appello a partecipare, coindire o sostenere è rivolto a tutti costoro.

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Come si aderisce e chi lo può coindire?

Si aderisce compilando il form nella pagina del sito web dedicata (http://riscatto.info/sciopero-nazionale-per-la-terra/aderisco-allo-sciopero-per-la-terra/) o inviando una mail a scioperoperlaterra@riscatto.infocontemporaneamente si sottoscrive una petizione di sostegno inviata a Governo, Parlamento e Regioni.

Allo sciopero per la Terra si può aderire come sostenitore o come convocante (Tutti i convocanti coindicono la mobilitazione). In fase di compilazione del Form o nella mail di adesione va specificata ilprofilo che si sceglie come “Convocante” o “Sostenitore”, specificando se a titolo personale o a nome di un soggetto
organizzato, Ente o Associazione.
Tutti i soggetti che partecipano alle competizioni elettorali con proprie liste possono essere solo “Sostenitori”

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Posso proporre iniziative?

Le diverse iniziative diffuse sul territorio possono essere proposte da chiunque aderisca allo Sciopero per la Terra purché si svolgano assumendo i documenti assunti a base della mobilitazione e si tengano con modalità pacifiche e tali da favorire la partecipazione.

Tutte le iniziative possono essere proposte e discusse nel forum dedicato (www.forum.sovranitalimentare.it)
e si svolgono dandone comunicazione al coordinamento dello Sciopero per la Terra (scioperoperlaterra@riscatto.info) che provvede a pubblicarle dandone conto.

Come decidono e coordinano le attività?

Fra tutti i soggetti che aderiscono come “Convocanti” si costituisce un coordinamento che discute le scelte fondamentali, organizzative el’agenda e la cui responsabilità di applicazione operativa è affidata al Coordinamento Nazionale del Movimento Riscatto.

Questi i referenti operativi per il coordinamento delle attività:

Gianni Fabbris (coordinatore Movimento Riscatto) fabbris@altragricoltura.net 3466483882

Tato Pace (Presidente Rete dei Municipi Rurali) presidente@municipirurali.it

Katya Madio (Ufficio Stampa) riscatto@riscatto.info

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Che succederà dopo le giornate dello Sciopero per la Terra?

Al termine della prima settimana dello Sciopero per la Terra verrà comunicata la data di un incontro di valutazione e cofronto con l’obiettivo di dare vita ad uno spazio comune di iniziativa fra quanti vi hanno partecipato e di continuare il percorso nella prospettiva di dare vita al più ampio, determinato, popolare
movimento contro la crisi agroalimentare.

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Come posso contribuire?

Diversi sono i modi di sostenere:

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