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Le richieste al Governo, Parlamento e Regioni

2015 – Consigli Comunali Aperti convocati dalla Rete dei Municipi Rurali davanti a Montecitorio

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Avvertenza: quello che segue è il testo della piattaforma posta a base della prima fase dello Sciopero per la Terra che si avvia con una prima settimana  di mobilitazione. Il documento  in realtà è aperto e nelle settimane successive sarà integrato sulla base della discussione che avviene nella pagina dedicata: http://riscatto.info/sciopero-per-la-terra/documento


 

Per #cambiareverso alle scelte di politica agricola
Le richieste dei Sindaci, della Rete dei Municipi Rurali e dei Movimenti/Associazioni/Aziende aderenti allo Sciopero per la Terra al Governo, Parlamento e Regioni

Discuti-nel-forum-pulsanteNoi, sindaci, rappresentanti di Enti e Istituzioni Locali, di Movimenti e Associazioni di agricoltori e cittadini, di Imprese, ci siamo incontrati durante le iniziative di contrasto alla crisi rurale svolte insieme negli ultimi due anni e formuliamo le seguenti proposte, sottolineando l’urgenza delle risposte e invocando un profondo cambiamento nell’orientamento e nelle iniziative concrete che intervengono sulla gravissima condizione delle famiglie degli agricoltori, dei braccianti, delle Comunità Rurali, di quanti vivono del e intorno al lavoro della Terra e, sempre di più, di tutti i cittadini esposti a rischi crescenti di sicurezza alimentare ed a quelli derivanti dall’abbandono del territorio rurale.

Condividiamo la denuncia del rischio grande che si compia il processo di trasformazione dell’Italia da straordinario Paese delle culture agrarie e del lavoro di cura della terra a grande Piattaforma Commerciale con un Made in Italy dominato dalla speculazione finanziaria con sempre meno materie prime prodotte nelle nostre campagne. Tutti i dati degli ultimi anni, mentre mostrano le performance positive dell’export agroalimentare, ci dicono di crollo dei prezzi al campo per qualsiasi settore agro zootecnico, crollo dei redditi, chiusura delle aziende.

Consapevoli della complessità e della profondità della crisi rurale  prodotta da almeno tre decenni di scelte politiche, sociali e di mercato e fortemente dipendente dagli orientamenti e gli accordi assunti in  sede Comunitaria e internazionale, indichiamo la necessità di aprire una profonda riflessione e confronto per riorientare e ricalibrare le strategie nell’agroalimentare.

Chiediamo la convocazione di una Conferenza Agraria Nazionale che riunisca tutti gli attori istituzionali, sociali, sindacali per aprire un percorso che porti ad una nuova Riforma Agraria e dell’Agroalimentare che sostenga le politiche e le strategie mettendo al centro i tre diritti fondamentali al reddito e al salario per chi produce, alla salute, alla sicurezza alimentare e ad un cibo garantito per tutti i consumatori, ad un territorio rurale sano, curato e tutelato per tutti i cittadini.

Proponiamo tre iniziative urgenti e immediate per intervenire sulla crisi in corso ed evitare ulteriori precipitazioni negative:

  • Indebitamento e crisi finanziaria.
    Piano di risanamento e rilancio delle aziende agricole in crisi.
    Garanzia dell’accesso alle Misure della PAC per le aziende in crisi che avviano un piano di riconversione e risanamento.
    Moratoria delle esecuzioni.

    Ristrutturazione e abbattimento del debito per le aziende colpite dalla crisi.
    Misure e azioni contro lo sciacallaggio, l’usura e il trust commerciale.
  • Regole sulla commercializzazione.
    Applicazione delle Clausole di Salvaguardia già previste nei trattati di Libero Scambio Euro Mediterranei (sospensione delle importazioni, indennizzi).

    Introduzione del meccanismo delle Clausole di Salvaguardia nelle regole Commerciali interne costituendo un fondo a valere sulle  transazioni commerciali e determinando il prezzo minimo garantito per i produttori.
    Applicazione e sviluppo della nuova normativa sulle CUN per favorire la contrattazione trasparente dei prezzi sostituendo le Commissioni delle Camere di Commercio.
    Misure di contrasto al Trust Commerciale e di trasparenza nei contratti di conferimento.
    Ridefinizione delle Regole Commerciali che permettono l’importazione di prodotti e materie prime alimentari non adeguatamente sicure per la salute dei cittadini come quella che permette di importare grani con alte soglie di DON (Deossivalenolo) ed altri parametri fortemente nocivi per la salute.
    Tracciabilità ed etichettatura dei prodotti alimentari “Made in Italy” in modo che sia chiaramente riconoscibile la provenienza dalle campagne italiane delle materie prime.
  • Uso della Spesa Pubblica.
    Ridefinizione e finalizzazione dell’uso della spesa e degli incentivi a favore del reddito, dei diritti del lavoro, della certezza per l’accesso al cibo di qualità.

    Costituzione del Fondo di Salvaguardia contro il dumping Commerciale.
    Sblocco immediato dei pagamenti dovuti da Agea e dagli Enti pagatori agli agricoltori ed agli Enti Locali italiani

    Abolizione degli Enti Inutili nazionali e regionali a favore di un potenziamento ed efficientamento dei servizi e dei supporti di base alle aziende ed alle persone
    Riforma delle procedure burocratiche per l’accesso ai sostegni e liberalizzazione del fascicolo aziendale mettendo gli agricoltori nella pienezza del diritto a gestirlo.

Consapevoli che quelle indicate sono tre emergenze fra altre che pure meriterebbero e abbisogneranno di interventi (come quelle di tutela del lavoro agricolo e dei diritti dei lavoratori su cui si scaricano insieme agli agricoltori i costi dei ritardi di competitività o come la necessità di avviare un forte piano di risanamento ambientale nelle aree rurali inquinate che assicuri sicurezza e lavoro), considerata l’urgenza di dare risposte e di dare un segnale chiaro della volontà politica di impostare adeguate strategie di fronte alla crisi, vi chiediamo di aprire un confronto sulle proposte inviate con l’obiettivo di coinvolgere le Comunità Rurali e gli attori sociali nella ormai improcrastinabile azione di svolta per il nostro agroalimentare.

Rete dei Municipi Rurali
Movimento Riscatto
I Sindaci e i cittadini sottoscrittori della petizione
Le Associazioni, Movimenti, Imprese, Enti che la sostengono

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